Signor Rossi
 

Cinema d’animazione milanese

 

Questa parte del museo presenta macchine, spezzoni di film e dispositivi sul disegno animato

Un fotogramma per volta

IUn film di animazione si costruisce con disegni fotografati un clik dopo l’altro. È un processo lungo e paziente, ma che libera dai costi di set, attori, tecnici e permette le soluzioni più ardite ed irreali.
Il periodo più famoso dell’animazione milanese è tra gli anni ’50 e gli ’80, legato ai Caroselli.
Ecco un altro dei tanti territori di confine del cinema milanese, quello tra pellicola e televisione.
Lo si è percorso con altri sconfinamenti: col fumetto, il teatro di figure, l’arte visiva, la fotografia…
Ma da molto prima (dal 1908) e fino a tutt’oggi, Milano è fucina del disegno animato.

I Caroselli milanesi

I Caroselli risalgono a quando c’era solo la Rai e non veniva mandata in onda altra pubblicità se non in un momento preciso, la sera dopo cena.
Quando ce n’era poca, la pubblicità era gradita: ”dopo Carosello, a nanna” dicevano le mamme ai bambini, separando la loro giornata dal tempo degli adulti. In quei pochi minuti, ogni singolo Carosello doveva intrattenere senza pubblicità e solo alla fine c’erano pochi secondi per il messaggio commerciale.

La sfida della brevità

Quell’occasione di fare filmati brevissimi, con discreti finanziamenti, dovendo sempre distinguersi con idee singolari, rivolgendosi a un pubblico di famiglie che includeva i bambini, ha permesso di sperimentare tecniche molto innovative e creative.

I Caroselli sono stati la base di autosufficienza economica e di perizia tecnica per generare lungometraggi d’autore che, uscendo dallo schermo televisivo, potevano esplodere col colore sul grande schermo.

Milano capitale del Cartoon

Gli studi di produzione cinematografici d’animazione hanno costituito uno dei maggiori ambiti di produzione della città di Milano e della Lombardia in generale.
Le produzioni Pagot, Bozzetto, Gavioli, De Mas, Biassoni e molti altri anno generato personaggi memorabili.
I loro film sono depositati presso l’archivio della Cineteca Italiana.

Video

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